Il Miele del Doge è un’azienda apistica a conduzione familiare sita nell’Isola di Sant’Erasmo della laguna Veneta settentrionale, la seconda per estensione dopo Venezia. L’Isola è soprannominata da secoli l’Orto di Venezia, fonti segnalano che già nel XV° secolo, il Doge Tommaso Mocenigo riforniva la sua tavola con frutta, verdura, miele e vino prodotti a Sant’Erasmo. La fornitura di queste primizie, ai Dogi e alla nobiltà veneziana, continuò ininterrotta per tutta la durata della Serenissima Repubblica. Mara e la sua famiglia oggi ripropongono questa antica tradizione, offrendo il Miele del Doge. Le api di Sant’Erasmo, impollinando fiori di carciofo, fiori di barena e piante della flora lagunare producono un miele introvabile e preziosissimo.

L’alveare

Le api sono lasciate libere di svolgere le proprie attività senza essere forzate nella produzione, difatti sono private esclusivamente del miele in eccesso che riescono a raccogliere, la restante parte viene lasciata come nutrimento.

Le famiglie sono condotte senza utilizzare sostanze chimiche nocive o medicinali, in alternativa si applicano tecniche d’avanguardia nel campo della conduzione biologica. Inoltre, selezionando le genetiche più forti, si combattono naturalmente le malattie e i parassiti che normalmente affliggono la vitalità dell’alveare.

L’apiario è intenzionalmente tenuto di piccole dimensioni, in modo da focalizzare l’attenzione sulla qualità del prodotto a discapito del quantitativo. Pertanto non è garantita una produzione annua standard, né in termini di quantitativi, né di tipologie di miele. Tutto dipende dalle condizioni meteorologiche di ogni annata e dalle relative fioriture, che influenzano lo sviluppo degli alveari.

Il miele

La raccolta del miele è svolta nel totale rispetto dell’alveare, intervenendo sulle dinamiche sociali delle famiglie. Aspettando che le api lascino il melario in autonomia, senza utilizzare metodologie che possano essere dannose per le api stesse.

Il miele è estratto a freddo mediante centrifugazione, solo quando le api hanno terminato la loro lavorazione, eliminando la necessità di ricorrere alla deumidificazione artificiale. L’apertura degli opercoli, ( tappi di cera che sigillano le celle ) è svolta a mano per mezzo di una sorta di forchetta. Pertanto non utilizziamo lame riscaldate, in modo da non caramellare il miele.

Successivamente si lascia decantare per almeno un mese prima di essere confezionato, eliminando così la necessità di filtrarlo. Tutti questi piccoli accorgimenti diminuiscono la quantità di prodotto disponibile, aumentando i tempi di lavorazione dell’apicultore, ma preservano l’integrità degli aromi e delle sostanze nutritive presenti nell’alimento.

controllo umidità del miele
controllo umidità del miele